
Chissà se rivedrò, un giorno, quei laseristi che conosco da anni e con i quali riesco ad impostare una discussione matura? L’incertezza del futuro professionale e velico regna un po’ in tutte le classi e le Olimpiadi sono per tanti l’evento a cui fa seguito una svolta nella propria vita. Sono pochi quelli convinti di continuare il cammino per i prossimi giochi di Londra nel 2012.
Io faccio parte di quelli che non sanno, che lasciano tutte le porte aperte e che attendono.
Dal mese di aprile scorso, dal momento della conferma della mia qualifica ai Giochi, ho un pensiero sempre presente, e cioé “cosa farò a settembre, dove andrò?”. Anche qui a Qingdao ho convissuto con questo interrogativo e penso che mi abbia perseguitato anche durante le gare. La mia stanchezza e l’enorme delusione per non aver potuto partecipare alla cerimonia di apertura, hanno peggiorato la situatione. Avevo visualizzato la mia Olimpiade con alcuni giorni di stacco totale prima dell’inizio delle gare e la cerimonia di apertura a Pechino era l’elemento chiave: sarei stato assente per 2 giorni, avrei vissuto un’esperienza indimenticabile e sarei rientrato a Qingdao fresco per le regate.
Con il tempo ho scoperto che per la buona riuscita di una regata (per esempio una coppa del mondo di 5-6 giorni) per me è essenziale effettuare il viaggio 3 giorni prima dell’inizio, riposare sul posto, preparare la barca, fare l’iscrizione, … insomma una procedura precisa. So per certo che non mi fa bene essere già settimane prima dell’inizio nel luogo della competizione e non mi fa bene fare allenamento uno o due giorni prima. Devo arrivare da casa con fresco e senza pensieri, e andare in acqua soltanto per la prima prova.
Senza partecipazione alla cerimonia di apertura a Pechino, ho continuato a navigare e a frequentare la zona del porto. Non sapevo cos’altro fare e mi annoiavo. La TV non mi distrae, tanto meno qui dove è tutto in cinese. Ritengo che sia stato un errore mio quello di non aver pianificato diversamente la vigilia delle regate. Comunque, facendo parte di un team (ben organizzato), trovo che sia anche un po’ il compito dei dirigenti conoscere le esigenze di tutti gli atleti e proporre programmi personalizzati.
Si pretende il professionismo atletico e quindi ci si attende anche il massimo professionismo dirigenziale a favore dell’atleta. Almeno alle Olimpiadi, che sono la competizione al massimo livello immaginabile.
Ho quindi iniziato i miei Giochi con la testa stanca e occupata da mille pensieri.
Sapevo che sarebbe stata una regata lunga, stancante e di pessima qualità. Le condizioni meteo e l’incapacità del nostro comitato di regata hanno fatto sì che i giorni di pausa siano stati utilizzati per effettuare regate, anziché per riposare. Quindi, se già ero partito in “riserva”, ho continuato le gare senza poter fare il “pieno”.
Durante l’allenamento avevo acquisito automatismi di conduzione della barca che funzionavano bene. Purtroppo però mi é mancata la lucidità, la concentrazione, la sensibilità e la freddezza per captare sottili indicatori e per reagire di conseguenza sul piano tattico e strategico. Ho navigato un po’ da sordo e un po’ da cieco e questo ha pesato sui risultati, facendo dei Giochi Olimpici la peggior regata della mia stagione.
Riflessioni a parte, oggi è stata un’altra giornata da spettatore e ho visto regatare i surfisti RS:X impegnati nella medal race. Come ieri nella classe Laser (in cui la laserista svizzera ha terminato i suoi Giochi Olimpici al sesto posto e con un diploma), si sono visti dei cambiamenti di classifica importanti. Io mi chiedo se è sportivamente corretto effettuare una prova che conta doppio e che può cambiare completamente una classifica. Penso soprattutto a chi è stato per giorni al primo posto e che poi, a causa della mediatizzazione dell’ultima prova, si ritrova escluso dal podio….
La fase finale dei Giochi é entrata nel vivo e i primi atleti sono già partiti. Entra nel vivo anche lo scambio di vestiti. Con tanti gadget noi svizzeri siamo ben messi sul mercato! I collezionisti di pins sono attivissimi e, senza volerlo, mi sono lasciato prendere anch’io!
Ho passato la serata in compagnia di vecchi amici, bottiglia di vino e film su DVD, dopodiché siamo usciti per una birra Tsingtao.
20. August: einige Gedanken
Werde ich irgendwann die guten Segelkollegen wieder sehen? Die Zukunftspläne stehen bei den meisten Segler noch in den Sternen und wenige sind sich sicher den Weg nach London 2012 einschlagen zu wollen. Ich gehöre zu denjenigen, die zuerst mal abwarten. Seit meiner Qualifikation im Monat April beschäftige ich mich mit dem Gedanken “was werde ich im September machen?”. Diese Frage hat meinen Alltag auch hier in Qingdao geprägt und ich bin mir überzeugt, dass sie mich während den Regatten geplagt hat. Die Enttäuschung der Absage zur Teilnahme an der Eröffnungsfeier und die geistliche Müdigkeit haben die Situation zusätzlich verschlechtert.
Ich hatte meine Olympiade mit 3 Pausetage vor beginn der Regatten visualisiert und die Reise nach Peking wäre der Schlüssel zur kompletten Abschaltung aller Gedanken gewesen. Ich wäre 2 Tage von Qingdao weg gewesen, hätte etwas Spezielles erlebt und ich wäre geistlich frisch zurückgekommen.
Ich habe mir eine gewisse Routine vor wichtigen Regatten angewöhnt: die Anreise zu einer Welt Cup Regatta (5-6 Tage) erfolgt 3 Tage vor Beginn, danach bereite ich das Boot vor, ich schreibe mich ein, ich ruhe vor Ort aus. Ich segle erst mit der ersten Lauf. Es tut mir nicht gut schon Wochen vorher vor Ort zu sein und trainiert zu haben. Ich komme am besten mit einen frischen Kopf von Zuhause an und steige direkt in den Wettkampf ein.
Da ich nicht nach Peking durfte, habe ich in Qingdao jeden Tag gesegelt, ich wusste nicht was sonst machen. Die Stadt und ihre Sehenswürdigkeiten haben mich nicht angemacht, und sind angeblich auch nicht so speziell. TV schauen ist keine Beschäftigung und gehört nicht zu meinen Gewohnheiten, zudem ist alles auf Chinesisch. Es ist sicherlich mein Fehler gewesen, meine Planung nicht angepasst zu haben. Es wird Professionalität von den Athleten verlangt und das Selbe soll von der Teamleitung und den Trainern kommen, zu Gunsten der Sportler.
Ich habe meine Olympiade mit einem müden und mit Sonstigem beschäftigten Kopf begonnen. Ich wusste, dass es eine lange, mühsame und qualitativ schlechte Regatta gewesen wäre. Der leichte Wind und das schlechte Regatta Komitee haben dazu geführt, dass alle Pausetage zum segeln gebraucht wurden. Ich war bereits auf „Reserve“ und konnte nie mehr „auftanken“. Durch das gezielte Training hab ich einige Automatismen in der Bootsführung angenommen und diese funktionierten gut. Was mir aber fehlte war eine gute Konzentration, geistliche Energie und Sensibilität um die feinen Veränderungen zu empfinden und sie demnach in Strategie und Taktik umzusetzen.
Ich segelte gleichzeitig blind und taub, die Ergebnisse zeigen es und die Olympiade ist zur schlechtesten Regatta meiner Saison geworden.
Ich schaute heute den RS:X Windsurfer im medal race zu. Auch hier hat sich einiges in der Rangliste geändert und ich frage mich ob es sportlich ist, einen letzten Lauf zu segeln und ihn doppelt zu bewerten. Ich denke vor allem an diejenigen, die tagelang unter den ersten 3 waren und wegen der Vermarktung des Segelns an die Medien, plötzlich nicht mehr auf dem Podest sind…
Die Spielen gehen zu ende und die Ersten sind bereits abgereist. Der Kleider Umtausch zwischen den Nationen hat begonnen und wir Schweizer haben mit all den Schnickschnack eine gute Ausgangslage gute Klamotten zu ergattern. Leider mögen nicht alle die Farben Weiß und Rot… Pins werden ebenso gesammelt, und, obwohl ich nicht besonders daran interessiert bin, hab ich mich einbeziehen lassen.
Ich habe den Abend mit alten Freunden, eine Flasche Wein und eine DVD verbracht, danach gingen wir noch kurz für ein Tsingtao Bier aus.
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