Archivio per 27 agosto 2008

27
ago
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25. agosto: si torna a casa!

Sveglia alle 5.30, borse pronte per la consegna alle 6 e ritrovo sul bus alle 7.  La partenza dell’aereo era prevista alle 11 e nonostante l’aeroporto di Pechino sia stato ingrandito appositamente per i Giochi, le sue capacità il giorno della partenza di tante delegazioni erano al limite. Stanco e paziente, ho atteso docilmente e ho accettato ogni tipo di controllo senza replicare. Avevo del denaro cinese da spendere e i diversi negozietti al terminal, nonostante i prezzi proibitivi, ne hanno approfittato.
Durante lo shopping ho anche trovato un biglietto da 10 sterline inglesi per terra: mi sono chiesto se avesse un significato particolare per il mio futuro…
Ci siamo imbarcati puntualmente. Pronti sulla pista di decollo, il pilota ci ha informati della necessità di effettuare un controllo dei freni. Una spia di malfunzionamento si era accesa. Siamo decollati alle 14 e siamo arrivati a Zurigo alle 19, con 3 ore di ritardo. L’impresa per tutti è stata quella di ritrovare la propria borsa, visto che erano tutte uguali e l’aereo era praticamente pieno di sportivi svizzeri.
Campanacci, bandiere e un folto e rumoroso pubblico di amici e parenti ha atteso il nostro arrivo: mi hanno risvegliato dal torpore dell’aereo. Poi qualche intervista e molte strette di mano. E anche oggi, mi sono detto: “ne é valsa la pena!!!!!!!!!!!”
Sono rientrato in Ticino con l’ultimo treno, quello delle 2 di notte. Alla stazione di Zurigo la gente mi ha guardato incuriosita: nel grigiore zurighese spiccavano il mio abbigliamento e il mio bagaglio bianco e rosso.


25.8: Bald zu Hause!

6 Uhr: Gepäckabgabe; 7 Uhr: Abfahrt mit dem Bus; 11 Uhr: Abflug Der Flughafen in Peking wurde vergrößert und neu zu den Spielen eröffnet. Am Abflugtag einiger Delegationen sah es so aus, als seien seine Kapazitäten bereits an der Grenze. Langes anstehen und warten waren angesagt, Geduld um an allen Kontrollen durchzukommen war gefordert. Ich kam durch und ich hatte noch ein wenig Zeit um das übrig gebliebene Chinesische Geld in einer der Shops auszugeben. Auf meiner Laden Tour fand ich 10 British Pounds und ich fragte mich dabei, ob dies ein Zeichen für meine Zukunft sein sollte. Wir stiegen rechtzeitig ins Flugzeug ein und als wir um 11 Uhr abheben wollten, kam die Meldung, dass wir Probleme mit einer Bremse hatten und dass dies überprüft werden sollte. Wir flogen um 14 Uhr ab und landeten in Zürich mit 3 Stunden Verspätung. Flaggen und Glocken erwarteten uns am Ausgang, ich wurde endlich wach! Ein paar Interviews und ein paar unerwartete Kollegen, auch heute hab ich gedacht „der ganze Aufwand der letzten Jahren hat sich gelohnt!“ Ich kam um 2 Uhr nachts im Tessin mit dem letzten Zug an. Ich wurde vor allem in Zürich wegen meiner farbigen Bekleidung neugierig von Passanten angeschaut, alles weiß und rot während die große Welt da draußen eher grau war…

27
ago
08

24 agosto: la cerimonia di chiusura

Poche ore di sonno e il climatizzatore sempre acceso non aiutano certo a fare passare i miei acciacchi. Mi sono sforzato e mi sono preparato per la visita della grande muraglia, organizzata dal villaggio olimpico. Dopo circa un’ ora di bus siamo arrivati in una zona invasa da turisti e nascosta tra le montagne. Si paga un biglietto d’entrata, ma noi atleti abbiamo libero accesso presentando l’accreditazione olimpica.
La grande muraglia non è altro che …un muro lungo diverse migliaia di chilometri e largo e alto una decina di metri!
Siamo rientrati verso mezzogiorno e nel pomeriggio ho visitato il centro degli sport acquatici e lo stadio dell’atletica. Volevo vedere queste due famose costruzioni ad ogni costo. Per entrare nel primo abbiamo discusso a lungo con i cinesi addetti alla sicurezza, visto che gli eventi sportivi erano terminati. Non abbiamo invece avuto difficoltà ad entrare nel grande stadio scavalcando le transenne e una volta all’interno abbiamo visto una parte delle prove della cerimonia di chiusura.
Alle 3 del pomeriggio noi svizzeri abbiamo organizzato un mercatino dello scambio e davanti alla nostra palazzina si é radunata una folla di interessati, provvisti di borsoni di vestiti.
Alle 6 ci siamo trovati per partire con i bus verso lo stadio dell’atletica. Nell’attesa dell’inizio della cerimonia di chiusura abbiamo avuto l’occasione di conoscere e di parlare con gli sportivi e i medagliati americani … tutta gente fondamentalmente normale!
Più mi avvicinavo all’entrata dello stadio e più mi prendeva l’emozione, finché, all’imbocco della pista, ho sentito vibrare tutta la struttura per il tifo del pubblico. E’ stato un momento straordinario, anche se, a mio parere, l’apertura dev’essere stata ancora più eccitante!
Lo spettacolo era particolare e mi é piaciuto. Per un attimo un sentimento di tristezza mi ha preso quando si è spenta la fiamma olimpica. Allora la pacchia e la festa erano veramente finite… Cosa mi avrebbe portato il domani?
Un passo alla volta! Siamo rientrati al villaggio affamati come lupi. Gli olimpionici di tutto il mondo si sono riversati nella mensa e a quel punto ho capito a cosa servissero tutti gli stand ristoratori e tutti quei tavoli. Non solo c’erano lunghe file, ma mancava anche il posto per sedersi. Ho visto che i giocatori di basket americani, mentre cercavano di mangiare tranquilli, sono stati presi d’assalto per autografi e foto. Loro non possono nascondersi, sono alti almeno una testa più di tutti gli altri e la fama toglie loro una buona fetta di libertà!
La serata è terminata al villaggio. Inglesi e australiani erano sui prati a festeggiare, gli svizzeri erano fuori a chiacchierare.


24.8: Schlussfeier

Wenige Schlafstunden und überall die eingeschaltete Klimaanlage halfen meiner Gesundheit nicht sich zu erholen. Um rechtzeitig aufzustehen und vorzubereiten musste ich mich heute morgen wirklich zusammenraffen! Nach 1 Busstunde landeten wir irgendwo hinter der Stadt in den Bergen. Um Zugang zur Mauer zu haben, wurden „Normalsterbliche“ zu Geld gebeten, wir Athleten konnten mit der Akkreditierung einfach durchgehen. Die Grosse Mauer ist… eine beeindruckend grosse Mauer! Gegen Mittag waren wir im village zurück und nach dem Essen besuchte ich das Wassersport Stadium und das Nationale Stadium. Ich wollte diese zwei Konstruktionen unbedingt sehen. Im ersten hatte ich Mühe rein zu kommen (die Wettkämpfe waren beendet) und ich diskutierte lang mit den Security Leuten, im zweiten kam ich Problemlos über die Absperrung hinweg. Als ich drin war, waren die Schlussfeier Proben am laufen. Gegen 3 Uhr Nachmittags, hatten wir Schweizer ein Kleider Tausch Treffen mit New Zealand und Sweden abgemacht. Wir breiteten unsere Klamotten auf die Wiese vor unseren Wohnungen aus und rasch kamen einige Sportler mit Kleidertaschen zum Tausch vorbei. Um 6 Uhr hatten wir die Busse zum Stadium zu Schlussfeier. Wir wurden vor Ort mit einer Lunch-Tüte versorgt und in der Wartezeit konnten wir mit den Amerikanern und deren Medaillenträgern Fotos machen und reden. Das ganze Stadium vibrierte und die Emotionen stiegen. Es war gigantisch, obwohl die Eröffnungsfeier noch berührender sein soll! Die Show hat mir gefallen und das ablöschen der Flamme hat mich sehr traurig gemacht. Blitzartig dachte ich an Sachen wie „was mach ich morgen? was wird mir das Leben als nächstes bieten?“ Ein Schritt nach dem anderen! Wir kamen alle sehr hungrig ins village zurück und ich realisierte weshalb die Mensa so riesig gebaut wurde. Überall standen die Sportler in Schlange vor den Theken und die Sitzplätze waren abgezählt. Wir blieben im village und besuchten die party der Engländer und der Australier. Der Wecker hätte um 5.30 Uhr geläutet und ich war bereits übermüdet…

27
ago
08

23 agosto: partenza per Pechino!

Ore 7: sveglia e ultima colazione al villaggio olimpico a Qingdao
Ore 9: ritrovo all’entrata dell’albergo. Con la nostra montagna di bagagli il bus dell’organizzazione si è riempito uin fretta…
Ore 11.40: decollo da Qingdao per Pechino.
Ore 13.30: nessuno ci attende all’aeroporto di Pechino. Ma i cinesi si sono organizzati subito con un bus delle autolinee cittadine! Lungo la strada verso il villaggio olimpico incontriamo diverse code, ma sulla corsia preferenziale olimpica non abbiamo problemi!
Ore 15: arriviamo al villaggio olimpico e ci dotiamo di mappa. Mi sento spaesato. Le dimensioni sono immense. Il villaggio è formato da diversi tendoni e da una quarantina di palazzine. Le stanze del villaggio di Pechino sono decisamente più piccole, spartane e brutte di quelle che avevamo a Qingdao. Passare un mese intero qui non sarebbe stato certamente il massimo. Inoltre c’è un bagno-doccia ogni 6 persone. La sala da pranzo è un tendone grande come 2 campi da calcio e lungo il suo perimetro interno ci sono i banchi ristoratori con cibo per tutti i gusti, Mc Donald’s e Starbucks inclusi. I frigoriferi delle bevande sono lunghi 10 metri… Cosa mangio con un’offerta così vasta?
Il resto del pomeriggio l’ho passato a scoprire il villaggio, a chiacchierare con sportivi e atleti del team e a scambiare i vestiti.
In serata c’è stata la cena ufficiale del team svizzero alla “house of Switzerland”, che si trovava da qualche parte a un’ora d’auto nel centro di Pechino. La festa è iniziata lì ed è proseguita all’“adidas party”, alla “Budweiser” ed in giro per Pechino. Mi sono aggregato a triatleti, ginnasti, nuotatrici del sincronizzato e allenatori vari senza conoscere nessuno. Le distanze da percorrere in città a Pechino sono ancora più grandi che a Qingdao. Quindi ho passato parecchio tempo in auto senza sapere dove fossi. Un luogo l’ho riconosciuto: siamo passati in taxi sulla gigantesca piazza antistante la città proibita.


23 august: Flug nach Peking

Ich stand etwas früher auf um zum letzten Mal im olympic village in Qingdao frühstücken zu können. Um 9 Uhr trafen wir uns am Hotel Eingang und wurden von einem offiziellen Bus abgeholt. Wir flogen um 11.40 Uhr von Qingdao ab und waren gegen 13Uhr am Ausgang des Flughafens in Peking. Niemand erwartete uns, es kam jedoch ziemlich schnell ein Lieferwagen der Post und einen Stadtbus. Wir waren etwas skeptisch als wir sahen, dass wir nicht mit dem Gepäck fuhren, sondern dass das Gepäck uns nachfuhr. Wir kamen gegen 15 Uhr im Olympischen Dorf an, die Autokolonnen auf der Autobahn waren keine Behinderung fürs uns, da für den Olympiaverkehr eine „Olympiaspur“ frei gehalten wurde. Das olympische Dorf trägt seinen Namen zu recht: es handelt sich um ein neu erbautes Wohnquartier mit zahlreichen Häuser, Tennisplätze, Schwimmbad, Esssaal und Bus Station (30-40 Linien). Unsere Zimmer waren nicht so gross und nicht so schön wie in Qingdao, zudem gab es ein Bad-WC jede 6 Personen. Ich war etwas desorientiert und die Übersichtskarte des Dorfes hatte ich immer griffbereit. Der Speisesaal war so gross wie 2 Fußballfelder und der ganzen Länge entlang gab es Buffet essen aller arten. Ein Mc Donald’s und einen Starbucks waren ebenso vorhanden, zur Freude einiger Sportler. Die Getränke Kühlschränke waren einige Meter breit… Was soll ich bei solch einem Angebot essen? Ich blieb am Nachmittag im village, redete mit anderen Sportlern und tauschte Kleider um. Wir waren Abends im „House of Switzerland“  zum Essen eingeladen, irgendwo in Peking, einige Auto Minuten vom village entfernt. Das Fest begann dort und ging and der „Adidas Party“  und beim „Budweiser“ weiter. Ich ging mit Schweizer Triathleten, Gymnasten, Schwimmer mit ohne jemanden richtig zu kennen. Die Distanzen sind in Peking nochmals größer als in Qingdao, ich verbrachte einige Zeit im Taxi ohne zu wissen wo ich war. Meine Gesundheit war immer noch angeschlagen und gegen 4 Uhr nahm ich den Taxi zum village. Um 8 Uhr wäre der Bus zur Großen Mauer abgefahren und ich wollte dabei sein!




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