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ago
08

23 agosto: partenza per Pechino!

Ore 7: sveglia e ultima colazione al villaggio olimpico a Qingdao
Ore 9: ritrovo all’entrata dell’albergo. Con la nostra montagna di bagagli il bus dell’organizzazione si è riempito uin fretta…
Ore 11.40: decollo da Qingdao per Pechino.
Ore 13.30: nessuno ci attende all’aeroporto di Pechino. Ma i cinesi si sono organizzati subito con un bus delle autolinee cittadine! Lungo la strada verso il villaggio olimpico incontriamo diverse code, ma sulla corsia preferenziale olimpica non abbiamo problemi!
Ore 15: arriviamo al villaggio olimpico e ci dotiamo di mappa. Mi sento spaesato. Le dimensioni sono immense. Il villaggio è formato da diversi tendoni e da una quarantina di palazzine. Le stanze del villaggio di Pechino sono decisamente più piccole, spartane e brutte di quelle che avevamo a Qingdao. Passare un mese intero qui non sarebbe stato certamente il massimo. Inoltre c’è un bagno-doccia ogni 6 persone. La sala da pranzo è un tendone grande come 2 campi da calcio e lungo il suo perimetro interno ci sono i banchi ristoratori con cibo per tutti i gusti, Mc Donald’s e Starbucks inclusi. I frigoriferi delle bevande sono lunghi 10 metri… Cosa mangio con un’offerta così vasta?
Il resto del pomeriggio l’ho passato a scoprire il villaggio, a chiacchierare con sportivi e atleti del team e a scambiare i vestiti.
In serata c’è stata la cena ufficiale del team svizzero alla “house of Switzerland”, che si trovava da qualche parte a un’ora d’auto nel centro di Pechino. La festa è iniziata lì ed è proseguita all’“adidas party”, alla “Budweiser” ed in giro per Pechino. Mi sono aggregato a triatleti, ginnasti, nuotatrici del sincronizzato e allenatori vari senza conoscere nessuno. Le distanze da percorrere in città a Pechino sono ancora più grandi che a Qingdao. Quindi ho passato parecchio tempo in auto senza sapere dove fossi. Un luogo l’ho riconosciuto: siamo passati in taxi sulla gigantesca piazza antistante la città proibita.


23 august: Flug nach Peking

Ich stand etwas früher auf um zum letzten Mal im olympic village in Qingdao frühstücken zu können. Um 9 Uhr trafen wir uns am Hotel Eingang und wurden von einem offiziellen Bus abgeholt. Wir flogen um 11.40 Uhr von Qingdao ab und waren gegen 13Uhr am Ausgang des Flughafens in Peking. Niemand erwartete uns, es kam jedoch ziemlich schnell ein Lieferwagen der Post und einen Stadtbus. Wir waren etwas skeptisch als wir sahen, dass wir nicht mit dem Gepäck fuhren, sondern dass das Gepäck uns nachfuhr. Wir kamen gegen 15 Uhr im Olympischen Dorf an, die Autokolonnen auf der Autobahn waren keine Behinderung fürs uns, da für den Olympiaverkehr eine „Olympiaspur“ frei gehalten wurde. Das olympische Dorf trägt seinen Namen zu recht: es handelt sich um ein neu erbautes Wohnquartier mit zahlreichen Häuser, Tennisplätze, Schwimmbad, Esssaal und Bus Station (30-40 Linien). Unsere Zimmer waren nicht so gross und nicht so schön wie in Qingdao, zudem gab es ein Bad-WC jede 6 Personen. Ich war etwas desorientiert und die Übersichtskarte des Dorfes hatte ich immer griffbereit. Der Speisesaal war so gross wie 2 Fußballfelder und der ganzen Länge entlang gab es Buffet essen aller arten. Ein Mc Donald’s und einen Starbucks waren ebenso vorhanden, zur Freude einiger Sportler. Die Getränke Kühlschränke waren einige Meter breit… Was soll ich bei solch einem Angebot essen? Ich blieb am Nachmittag im village, redete mit anderen Sportlern und tauschte Kleider um. Wir waren Abends im „House of Switzerland“  zum Essen eingeladen, irgendwo in Peking, einige Auto Minuten vom village entfernt. Das Fest begann dort und ging and der „Adidas Party“  und beim „Budweiser“ weiter. Ich ging mit Schweizer Triathleten, Gymnasten, Schwimmer mit ohne jemanden richtig zu kennen. Die Distanzen sind in Peking nochmals größer als in Qingdao, ich verbrachte einige Zeit im Taxi ohne zu wissen wo ich war. Meine Gesundheit war immer noch angeschlagen und gegen 4 Uhr nahm ich den Taxi zum village. Um 8 Uhr wäre der Bus zur Großen Mauer abgefahren und ich wollte dabei sein!


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