Il sogno della partecipazione olimpica é presente nella maggior parte degli sportivi che partecipano a gare internazionali ed io ho iniziato a percepirlo già alcuni anni prima dei giochi di Sydney nel 2000. Avevo allora frequentato una serata informativa in merito. Ho riposto questo desiderio nel cassetto in attesa di terminare i miei studi di medicina dentaria nel 2001, dopodiché ho iniziato a lavorare a tempo parziale e a risparmiare. Sapevo di aver bisogno di denaro e volevo contare soltanto su me stesso, senza dover richiedere sostegno nemmeno alla mia famiglia. La mia vita da velista-dentista-satellite vagabondante mi piaceva parecchio…
La sfortuna ha voluto che l’anno successivo fossi coinvolto in un incidente della circolazione, in un momento in cui ero in forma e in progresso in fatto di risultati internazionali. Il mio progetto si é sbriciolato in un batter d’occhio e non potevo far altro che accettare le conseguenze. Anche se il mio obiettivo era andato allontanandosi, però, il sogno era sempre lì, capace di rifornirmi di energia tutte quelle volte che vedevo soltanto buio.
Nel 2004 ho tentato la scalata ma non ero ancora in forma, anzi, avevo fatto il balzo dalle stampelle al Laser! Avevo paura dell’operazione che avrei dovuto affrontare nell’autunno dello stesso anno, sapevo che tutto sarebbe potuto andare storto… e effettivamente, per il recupero ci sono voluti 14 mesi invece dei pronosticati 3 o 4. Una stagione velica persa nel 2005 e una lunga riabilitazione fino all’inizio del 2006 hanno reso i tempi per la qualifica olimpica particolarmente stretti. Ma volevo assolutamente farcela e nella primavera del 2008 ci sono riuscito, da solo, proprio come mi ero messo in testa!
Poi avvenimenti esterni alla vela e decisioni di tipo politico hanno messo in subbuglio la mia concentrazione e la mia preparazione mentale. Non sono riuscito a prepararmi come avrei voluto e come mi ero prefugurato. L’adattamento all’ultimo minuto non mi é riuscito granché bene. Dal “mio” allenatore, purtroppo non ho ricevuto un gran sostegno, anzi… Ripensandoci mi sale ancora la rabbia!
Non penso che se tutto fosse andato bene avrei vinto una medaglia, ma sono convinto che un posto attorno al decimo ci sarebbe stato! Anche se, in realtà, in fatto di gloria e di soddisfazione personale non c’é grande differenza tra arrivare 37.mo oppure 11.mo … quindi ho il cuore in pace…
Non è sempre stato facile a Qingdao, comunque posso dire con sincerità che è stato un privilegio essere uno dei pochi a vivere l’esperienza delle Olimpiadi. In ogni caso ne é valsa la pena di fare i sacrifici degli ultimi anni!
Mi resta da decidere cosa fare del bagaglio di esperienze accumulato e delle conoscenze affinate in questi anni: le approfondisco per un’altra Olimpiade o le dimentico e cambio stile di vita? E se tornassi all’università?
Quando sono partito da Pechino ho trovato all’aeroporto una banconota da 10 sterline inglesi e penso che questo sia un segno in favore di un’altra campagna olimpica. Uso la testa per prendere questa decisione o mi faccio guidare dall’istinto? Navigare con i sentimenti della pancia mi ha portato i migliori risultati e navigare con la testa mi ha dato la maggiore sicurezza… Cogliere l’attimo, ecco cosa farò! Non saranno tutti(e) d’accordo, ma in fondo è la mia unica vita…
Nach dem Olympia Traum
Mein Olympia Traum entstand vor mehr als 10 Jahren, noch bevor ich mein Zahnarzt Studium abgeschlossen hatte. Ich nahm damals an einem Informationsabend für Sydney 2000 teil wohl wissend dass mein Studium Priorität auf das Segeln hatte. Nach Erhaltung des Diploms im Dezember 2001 begann ich Teilzeit zu arbeiten, ich wollte sparen und mein Traum von selbst verwirklichen. Mein Leben als Segler-Zahnarzt-Satellit gefiel mir sehr und ich erreichte erste Ziele in der 2002 Saison. Das Schicksal traf mich im Herbst 2002 als ich in einem Verkehrsunfall verletzt wurde. Mein Olympia Projekt war zerstört und ich musste mich damit abfertigen. Ich wurde in meinem Traum zurückgeworfen und mein Ziel rückte weit in die Ferne, es blieb jedoch präsent und es half mir in den schwierigsten Momenten weiterzukommen. Ich versuchte im 2004 die Qualifikation zu erreichen, jedoch sprang ich untrainiert von den Krücken in den Laser. Ich schaffte es nicht. Ich hatte vor der vorstehenden Operation im Herbst Angst, denn es hätte alles schief gehen können. Anstatt im Frühling 2005 wieder fit zu sein wie von den Ärzten versprochen, wurde ich es erst anfangs 2006. Für eine Olympia Qualifikation wurde es zeitlich knapp. Ich wollte es unbedingt schaffen und ich war im April 2008 so weit, ohne Hilfe von irgendjemand hatte ich das Ticket nach Peking.
Externe negative Einflüsse und politische Entscheidungen haben meine Konzentration vor und in Qingdao durcheinander gestellt. Ich hab es nicht geschafft mich so vorzubereiten wie ich es wollte und wie ich es visualisiert hatte, die Anpassung in der letzten Minute misslang. „Mein“ Trainer hat sich nicht besonders um mein Wohlbefinden gekümmert, sondern er hat eher immer wieder für Wut und Enttäuschungen gesorgt.
Ich denke, dass auch wenn alles gut gelaufen wäre, ich keine Medaille gewonnen hätte. Ein Platz unter den ersten 10 wäre aber möglich gewesen.
Obwohl es in Qingdao nicht immer einfach gewesen ist, kann ich mit Sicherheit behaupten, dass es ein Privileg für mich war nur schon an der Olympiade teilnehmen zu dürfen und dass es sich gelohnt hat auf die Zähne zu beißen.
Ich muss nun entscheiden, was ich aus dieser Erfahrung machen möchte, ob ich meine Kenntnisse vertiefe oder ob ich sie vergesse und mich im Beruf weiterentwickle. Am Flughafen in Peking hatte ich eine 10 englische Pfund Banknote gefunden, ist das nun ein Zeichen? Soll ich den Verstand benutzen oder soll ich mich vom Bauch führen lassen? Als ich mit dem Bauchgefühl segelte, erzielte ich die besseren Resultate und als ich mit dem Verstand segelte erzielte ich die sicheren Resultate…
